TORNEI
Il Kinder a Lagnasco: 12
tabelloni, una scuola tennis
e le telecamere di Supertennis
Una delle 121 tappe della ventunesima edizione del Tennis Trophy FITP Kinder Joy of Moving, chiusa ai primi di luglio sui campi della VTT.
C’è un momento, in ogni stagione giovanile, in cui i conti si fanno sul serio. Per il Super Next Gen Italia, il circuito Fitpo riservato agli Under 16 e Under 18, giunto nel 2026 alla sua sesta edizione, quel momento è arrivato tra il 7 e il 15 giugno, con la terza e ultima tappa dell’anno. Nessun Master finale a chiudere la festa, come accade invece per il fratello minore Junior Next Gen: qui si sommano i punti delle tre tappe, si stila una classifica per ciascuna delle cinque macroaree (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud) e si distribuiscono i premi che contano davvero. Il primo classificato di ogni macroarea riceve dal Settore tecnico federale una wild card nel main draw di un torneo internazionale Itf under 18 o di un Itf da 15.000 dollari in Italia; il secondo, una wild card per le qualificazioni. In caso di rinuncia si scala fino al quinto posto. Un trampolino verso l’attività pro, non un trofeo da mensola.
Ci sono circuiti che si misurano in ranking e circuiti che si misurano in racconti. Il Tennis Trophy FITP Kinder Joy of Moving appartiene alla seconda categoria: 121 tappe distribuite in 18 regioni, Centri Estivi federali compresi, per ragazzi e ragazze dai 9 ai 16 anni, organizzate dall’ASD Erregi Italia con la collaborazione della Federazione Italiana Tennis e Padel. Una ventunesima edizione che, per l’ottavo anno consecutivo, tiene dentro anche lo Junior Wheelchair Tennis Trophy.
Una di queste 121 tappe si è chiusa nei primi giorni di luglio al Tennistadium di Lagnasco, in provincia di Cuneo, sui campi della VTT – Vehementia Tennis Team. E il bilancio, per il circolo di casa, è di quelli che si incorniciano.
Nell’Under 9 femminile è arrivata in finale Beatrice Caffaro, portacolori VTT, fermata da Mirela Romaniuc. Stessa finale e stesso epilogo nell’Under 10 femminile, con Caffaro di nuovo sul secondo gradino del podio. L’Under 9 maschile ha visto il successo di Francesco Puci su Riccardo Marzullo, mentre l’Under 10 è andato in archivio con la vittoria di Noah Defilippi su Igor Thomas Terzi.
Il pezzo forte è stato l’Under 11 maschile: un derby interamente VTT, con Leonardo Crosetti a superare Giovanni Ferrato. Nell’Under 12 ragazzi un altro allievo di casa, Edoardo Pallo, ha fermato la corsa di Cesare Scanavino; nella versione femminile il titolo è andato a Zoe Borgia su Aurora Zulian. L’Under 13 maschile ha premiato Matteo Molineris contro Nicolò Pitruzzella. Nell’Under 14 femminile si è imposta Viola Cagno su Ambra Anna Ferri, tra i ragazzi Federico Berrino ha battuto Mattia Iannello. I due tabelloni Under 16, infine, hanno visto vincere Silvia Centi (in finale su Elena Alessia Gitman) e Tommaso Moi su Mattia Iozza.
Ma il premio che dice di più sulla natura del circuito è quello del fair play, andato a Isotta Montanero, anche lei tennista di scuola Vtt. Perché il Kinder Joy of Moving, prima ancora che una gara, è un progetto costruito sulla gioia di muoversi, di socializzare e di crescere nel rispetto delle regole.
A Lagnasco, nei giorni delle finali, c’erano anche le telecamere di Supertennis, l’emittente della Fitp, con riprese e interviste, e persino un passaggio al castello, reso possibile dal comune e dal sindaco Roberto Dalmazzo. In tribuna, alle finali, sedeva Rita Grande, che di questo circuito fu l’ideatrice diverse stagioni fa. La dirigenza ha ringraziato partecipanti, genitori, il giudice arbitro Edoardo Perotti e il direttore del torneo Enrico Gramaglia.
Ora la parte che conta: i vincitori dei vari tabelloni vanno di diritto al Master di Roma, in programma dal 19 al 27 agosto sui campi dei circoli Oasi di Pace e Appio Claudio Tennis Club. Intanto alla Vtt non ci si ferma: il calendario segnava già l’appuntamento successivo l’11 luglio, e Lorenzo America, Under 12 di casa, ha nel frattempo vinto un altro torneo giovanile alle Pleiadi di Moncalieri, ancora una volta a spese di Cesare Scanavino.
